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giovedì 5 marzo 2015

Festa di Iside ed Ecate: 05 marzo


La festa si svolge il 5 Marzo, ed è dedicata a due figure principali nelle rispettive culture e culti. Ecate dea degli incantesimi e degli spettri e Iside dea della maternità e della fertilità

Nel culto italico, le due divinità greche di Artemide e di Ecate si fusero in una sola divinità per cui Ecate, figlia della notte, fu identificata con Diana,con Persefone e con Selene, ad essa è anche affiancato il nome di Iside.

A Benevento il culto di Ecate si riscontra nella figura della Zucculara, strega il cui culto si svolgeva nei crocichi e dove apparivano statue con tre volti.
Anche le Janare sono legate al suo culto: letimologia della parola è incerta: deriva da ianua (porta) che ci riporta al simbolismo del passaggio oppure da dianara (seguace di Diana) altra divinità lunare romana strettamente connessa col mondo della magia e del sovrannaturale. 

Durante il suo sviluppo nell' impero romano il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castita' alla dea Iside.
Nella forma più antica invece, Osiride era la Luna e Iside la natura, Urikkitu, la Verde. Ma in seguito essa divenne la luna – sorella, madre e sposa del dio della luna.
Era la moglie dolente e tenera sorella, era colei che apportava la cultura e dava la salute.
Era il trono e la quindicina di dee. Era una forma di Hathor oppure questa era una sua forma. Era anche Meri, la dea del mare e Sochit il campo di grano. Ma rimase eternamente per i suoi fervidi seguaci la venerata dea che era essa stessa tutte le cose e che aveva promesso: “vivrete nella grazia, vivrete gloriosi nella mia protezione e quando avrete compiuto tutto il tratto di via che vi è stato assegnato e scenderete nel mondo sotterraneo, anche lì vedrete me, così come mi vedete ora, splendente… e se vi mostrerete obbedienti alla mia divinità, saprete che io sola vi ho permesso di estendere la vostra vita al di là del tempo assegnatovi dal vostro destino”.
Iside che vinse la morte per riportare il suo amato alla vita, può con altrettanta facilità abolire la morte per i suoi seguaci pieni di fede. Solo l’onnipotente iside era colei che poteva proclamare: io vincerò il fato.

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